Chi non beve in compagnia, di Caterina

Mi ricordo, io sì mi ricordo… più racconti che sapori

della neve nel bicchiere con un goccio di lambrusco dolce – ma ora non si fa più perché la neve è sporca
dei sugaccioli che erano così tanto la passione del mio trisnonno che li avevano infilati per scherzo nel trombono che suonava nella banda del paese, con prevedibili esiti – ma adesso non si suona più in compagnia
del vino aggiunto nell’acqua della pasta che fa bene al sangue – ma oggi si è astemi, nonché vegani
del dito di vino dato a me, bambina, in pochissime preziose situazioni, vissuto con tutta la tensione delle papille gustative, indecise tra il piacere e il disgusto

Mi ricordo i cerchi del vino sulla tovaglia, che ora si vedono difficilmente perché ci sono singoli fogli di bambù o di plastica a uso single, o la tavola nuda che fa tanto provenzale. Non si vede più neanche la tavola, perché è difficile sedersi intorno, insieme, e lasciar passare chiacchiere e tempo.

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